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Giampiero Mele e Mario Geymonat
Fili d’ambra. Il Rinascimento Baltico

Duemila anni di cultura e storia di quell’area del Baltico che oggi bagna
Estonia, Lettonia e Lituania narrati attraverso i contributi di celebri scrittori,
religiosi, uomini di Stato. Dalla Germania di Tacito a un’epistola vaticana
all’arcivescovo di Brema, da Storia della mia vita di Casanova ai campi di
concentramento nazisti in Lettonia, dall’intreccio genealogico di Giuseppe
Tomasi di Lampedusa con la nobiltà baltica alla Yourcenar. Un viaggio lungo
la “via dell’ambra” – la via commerciale che univa l’Impero romano alla
Finlandia attraverso le coste dell’Estonia, della Lettonia, della Lituania –
sulle tracce di frammenti di storia e cultura di questi paesi.sa

SANDRO TETI EDITORE

Quirinale: Napolitano ha ricevuto nuovi ambasciatori Lesotho e Lettonia

Roma Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale, in separate udienze per la presentazione delle Lettere Credenziali, i nuovi Ambasciatori: S.E. Joseph Sempe Lejaha, Regno di Lesotho; S.E. Artis Bertulis, Repubblica di Lettonia. Era presente agli incontri il Vice Ministro degli Affari Esteri, Bruno Archi. Lo rende noto un comunicato della Presidenza della Repubblica.

 

Lettonia: è ufficiale. Dal 1 gennaio 2014 addio Lats, benvenuto Euro

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Ora è ufficiale! Nel gennaio 2014, la Lettonia diventerà il 18esimo membro dell’Unione Monetaria Europea. Sì, dirà addio al lat, la sua attuale valuta nazionale, e accoglierà l’ingresso nell’euro.

Non è difficile capire perché molti investitori si grattano la testa chiedendosi perché mai un paese vorrebbe associarsi con l’euro in questi giorni. Dopo tutto, un paese sarebbe più attrezzato a risolvere i propri problemi economici se la sua banca centrale avesse più controllo sulle proprie politiche monetarie.

Prendiamo la Grecia e il Portogallo, per esempio. Entrambi i paesi stanno attraversando un momento difficile per uscire dalla recessione e ritornare alla crescita, perché le politiche della BCE e i livelli relativamente forti dell’euro rendono difficile la competitività delle loro esportazioni nei mercati globali.

Inoltre non aiuta neanche il fatto che ci vuole del tempo affinché i leader europei arrivino a concordare su qualcosa quando si tratta di grandi cambiamenti. Questo potrebbe ritardare le riforme immediate necessarie da parte delle economie più piccole e più in difficoltà della zona euro.

Perché aderire all’eurozona?

Prima di tutto, questo ingresso della Lettonia nella zona euro sarà il simbolo della libertà e dell’indipendenza. Infatti rafforzerà l’individualità della Lettonia, in quanto la piena integrazione con l’Europa occidentale sarà un chiaro segnale che il Paese si è finalmente liberato dalla Russia, il suo storico oppressore storico.

In secondo luogo, aderire alla zona euro consentirà alla Lettonia l’accesso a tassi di interesse più bassi per il prestito pubblico, e di conseguenza, per l’economia nel suo complesso. S&P, una delle principali agenzie di rating, due giorni fa ha alzato il rating della Lettonia a BBB + da BBB. I tassi più bassi contribuiranno a facilitare ulteriormente lo sviluppo economico, che sosterrà la crescita della Lettonia.

In terzo luogo, l’economia della Lettonia potrebbe essere anche piccola, ma è estremamente aperta. Compie i tre quarti del suo commercio estero in euro, quindi l’eliminazione dei costi di conversione valutaria ridurrà notevolmente l’onere economico del paese.

E per ultimo, la partecipazione alla zona euro stimolerà gli investimenti esteri, simile a quanto successo in Estonia dopo aver aderito alla zona euro nel 2011. Un anno dopo l’adesione, il settore non finanziario dell’Estonia è raddoppiato. Possiamo ragionevolmente aspettarci qualcosa di simile in Lettonia.

Il problema non è l’euro

Sono molte le ragioni per cui la Lettonia possa ben pensare di aderire alla zona euro e pochissimi gli inconvenienti.

Sì, è vero che ci sono dei membri della zona euro un po’ problematici, ma questo non significa necessariamente che l’euro è la radice del problema. Dopo tutto, la moneta comune è stata relativamente stabile.

Inoltre, tenete a mente che il lat è ancorato all’euro dal 2005, quindi quasi tutto quello che è successo all’euro, ha avuto le sue conseguenze anche sul lat.

.LETTONIA

La Lettonia punta su Ravenna:
«Avete le carte in regola per diventare capitale»

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L'assessore Corsini con l'ambasciatrice
Potenziare la cooperazione fra la nostra regione e la Lettonia sul piano turistico già dal 2013 con voli aerei diretti con scalo a Rimini, e conferma delle azioni comuni che legano la candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura nel 2019 a Riga, che deterrà questo titolo nel 2014.

È quanto emerso questa mattina nel corso di un incontro in municipio fra l’assessore al Turismo Andrea Corsini con l’ambasciatrice della Lettonia, Elita Kuzma, cui erano presenti anche Filippo Donati per Assohotel, Francesca Mini per RavennaIncoming, Gianluigi Casalegno per Confindustria, Nicola Scialpa per Federalberghi Confcommercio.

«Stiamo guardando con particolare interesse anche i Paesi dell’est, e tra questi la Lettonia, sui cui far convergere azioni di promozione turistica a livello regionale – ha detto l’assessore al Turismo Andrea Corsini aprendo l’incontro –. L’occasione principale per presentarci a quel mercato sarà il 2014 quando inaugureremo a Riga, in una delle sedi espositive più prestigiose di quella città, la mostra dei mosaici antichi di Ravenna nell’ambito delle manifestazioni di Riga capitale della cultura».

«La vostra è una città meravigliosa e ha tutte la carte in regola per aggiudicarsi il titolo europeo al quale aspirate – ha replicato l’ambasciatrice –. Per noi Ravenna rappresenta la porta d’ingresso per il vostro Paese verso il quale stiamo puntando come meta turistica, alternativa ai Paesi scandinavi, già dal prossimo 2013. Credo ci siano tutte le basi per creare le giuste collaborazioni anche in vista degli scambi che prevediamo per il 2014, anno in cui Riga sarà capitale europea della cultura, nel cui contesto il vostro Paese avrà un ruolo di rilievo a partire dalla rievocazione della ‘via dell’ambra’ (il percorso che nell’antichità veniva seguito da Est a Ovest per il commercio di questo fossile, ndr)».

 

L'euro non conviene più, Polonia,Lettonia,Lituania,Bulgaria ripensano all'adesione.

I Paesi dell’Est voltano le spalle all’euro. Polonia, Lituania, Lettonia, e ora anche la Bulgaria frenano gli iniziali entusiasmi e vogliono rinviare sine die l’adesione alla moneta unica. La Commissione europea “non commenta” le recenti dichiarazioni del presidente bulgaro, Bojko Borisov, e del ministro delle Finanze, Simeon Djankov, che hanno rivelato la volontà di Sofia di rinviare a tempo indeterminato l’adesione all’euro: lo ha affermato a Bruxelles Simon O’Connor, portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn. In un’intervista al “Wall Street Journal”, Borisov e Djankov hanno spiegato che tale decisione una risposta al deterioramento delle condizioni economiche e all’aumento dell’incertezza sulle prospettive del blocco comunitario, oltre che a un deciso cambio nell’opinione pubblica in Bulgaria sull’argomento.
Dello stesso tenore le dichiarazioni del ministro degli esteri polacco Radoslav Sikorski in quale annuncia l’adesione all’euro solo quando la stessa crisi sarà finita. Un annuncio simile arriva dalla Lituania: solo “quando l’Europa sarà pronta”, dice il premier Andrius Kubilius, si accetterà la moneta comune. La Romania ha comunque da pensare altro, con i terremoti istituzionali al suo interno. La Lettonia, già impegnatasi ad adottare l’euro per il 2014, ora avverte che dovrà riflettere bene, nel corso del 2013.

Il governo lettone a giugno potrebbe rivedere al rialzo la previsione del Pil per il 2012.

Si attendono i dati del primo trimestre e l’andamento fino a maggio del bilancio. Dombrovskis spera di poter alzare le stime di crescita oltre il 2,5%.

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Il governo lettone potrebbe rivedere al rialzo le stime del prodotto interno lordo per il 2012 e il 2013. Lo ha affermato il premier Dombrovskis, nel caso si confermi la tendenza positiva dell’economia lettone nei primi mesi di quest’anno.

Il premier lettone ha affermato che il governo attende di conoscere i dati macroeconomici lettoni del primo trimestre di quest’anno, dati che saranno noti a maggio, e al contempo i dati del bilancio del paese nei primi cinque mesi del 2012 per capire se rivedere le stime del Pil lettone, che il governo ha previsto al +2,5% nel 2012 (mentre le previsioni del FMI per il Pil lettone nel 2012 sono attestate al 1,5-2%)

“Sulla questione ci torneremo a giugno, quando sapremo come è effettivamente andata la prima parte dell’anno e allora potremo riconsiderare le previsioni” ha detto Dombrovskis ai giornalisti.

Il premier lettone, alla domanda dei giornalisti su cosa prevede succederà, ha detto di avere “sensazioni positive”. “Vederemo in base ai dati complessivi dell’economia e dell’andamento del bilancio, ma la sensazione è quella che la correzione delle previsioni sulla crescita possa andare in direzione di un aumento”.

 

Il nuovo governo della Lettonia
— Mondo

Il NUOVO GOVERNO DELLA LETTONIA

Il premier Dombrovskis, quarant'anni, ha ricevuto oggi la fiducia insieme al suo terzo governo

25 ottobre 2011

Valdis Dombrovskis è lettone e ha quarant’anni. Oggi inaugura il suo terzo governo, dopo aver ottenuto la fiducia dal nuovo Parlamento della Lettonia. Dombrovskis guida il paese dal febbraio del 2009, quando la Lettonia era sprofondata in una gravissima crisi economica. Dombrovskis era un eurodeputato di 38 anni e divenne il leader di un paese sull’orlo del fallimento. In due anni e mezzo, attraverso enormi sacrifici (tasse, riduzione del deficit, programma di prestiti internazionali), ha risanato il bilancio del paese ed è riuscito a portare il PIL a crescere del 5 per cento.

Il primo governo Dombrovskis si è concluso per la fine naturale della legislatura. il secondo invece è finito quando un caso di corruzione di un deputato dell’opposizione ha portato allo scioglimento del Parlamento. Il terzo governo Dombrovskis è sostenuto da una coalizione di centrodestra formata da Vienotiba, Zatlera Reformu Partjia (dell’ex presidente lettone Zatlers) e dai nazionalisti di Nacionālā apvienība (Associazione Nazionale), e in Parlamento può contare su 56 voti dei 100 disponibili. Il partito russofono di Saskaņas centrs (Centro dell’Armonia) ha vinto le elezioni per la prima volta dall’indipendenza della Lettonia ma resta all’opposizione, isolato dalle altre forze politiche. Saskaņas centrs, che ha stretti legami con il partito Russia Unita del premier russo Vladimir Putin, ha organizzato una manifestazione la settimana scorsa all’apertura dei lavori parlamentari della nuova Saeima – il parlamento lettone – per protestare contro l’esclusione dalla coalizione di governo. All’opposizione ci sono anche i deputati di ZZS, il partito dei verdi e agricoltori dell’oligarca e potente sindaco di Ventspils, Aivars Lembergs.

Il presidente lettone Andris Bērziņš avrebbe preferito una coalizione più ampia, così da assicurare un governo più stabile e solido per i pressanti compiti di risanamento e di rispetto dei patti coi creditori internazionali che attendono la Lettonia, impegnata a centrare i criteri di Maastricht e l’ingresso nell’euro nel 2014. Ma l’allargamento della coalizione ai filorussi di Saskaņas centrs è impossibile, sia per la distanza nelle questioni nazionali e linguistiche (il 30 per cento del paese è russofono), sia per le posizioni in materia economica (i russofili di SC sono piuttosto tiepidi sulle misure economiche che assicurino il rispetto dei criteri di Mastricht e l’ingresso nell’euro).

Il nuovo governo di Dombrovskis è molto rinnovato rispetto al precedente. Dieci uomini e quattro donne in tutto. Le uniche due conferme del precedente esecutivo sono il ministro delle finanze Andris Vilks, che con Dombrovskis è stato il vero protagonista del risanamento e della crescita economica del paese nell’ultimo anno e il ministro della difesa Artis Pabriks, entrambi di Vienotiba. Il nuovo ministro dell’Economia è un ex dirigente di Swedbank, Daniels Pavļuts (ZRP), mentre agli Esteri va l’ex capo cancelleria del presidente Zatlers, Edgars Rinkēvičs. Il partito di Zatlers si aggiudica anche i ministeri degli interni e dell’istruzione. I nazionalisti di destra hanno ottenuto due ministeri, quello della Giustizia e quello della Cultura, che sarà ricoperto dall’ex presidente della camera di commercio lettone, Žaneta Jaunzeme-Grende.

 

 

 

In Lettonia vince il partito filo-russo È la prima volta dall' indipendenza

RIGA - Il partito dell' opposizione filo-russa era in testa ieri sera con il 28,7 % dei voti nelle elezioni legislative anticipate in Lettonia. È la prima volta dall' indipendenza del 1991. Nel Parlamento uscente il Centro dell' Armonia aveva 29 seggi su 100. Tutti gli analisti politici, però, escludono che i filo-russi possano entrare a far parte di una coalizione di governo in un momento cruciale per il Paese che è appena emerso da una profonda recessione e che aspira a entrare nella cerchia dell' Eurozona entro due anni. Il Centro dell' Armonia, che è di centrosinistra, ha impostato la sua campagna elettorale chiedendo un aumento della spesa sociale dopo anni di austerità e ritardando l' entrata dell' euro. Le altre formazioni politiche non vedono di buon occhio l' accordo formale che lega questo partito alla Russia unita del presidente russo Vladimir Putin. Al potere dal marzo 2009, il governo di centrodestra del giovane premier Valdis Dombrovskis era stato riconfermato dalla maggioranza degli elettori nelle ultime consultazioni, nell' ottobre del 2010, nonostante le severe misure antideficit imposte per far ripartire l' economia. Per sostenere gli sforzi di Riga, il Fondo monetario internazionale lo scorso maggio ha sbloccato una tranche di 121,3 milioni nell' ambito del prestito di 1,7 miliardi di euro, accordato alla Lettonia nel dicembre del 2008. Nel 2009 il Paese ha visto crollare il proprio Pil del 18%.

 

 

Edward Leedskalnin, a cercarlo sull'enciclopedia, è stato uno scultore americano di origine lettone.

Quell'amore impossibile da mille tonnellate

In realtà era molto di più. Non è certo e forse non si saprà mai con certezza, ma probabilmente è l'unico uomo che condivise le incredibili scoperte di Nikola Tesla e soprattutto l'unico che le utilizzò. Per qualcosa di assolutamente inutile. Leedskalnin, come spiega Marco Pizzuti nel suo «Scoperte scientifiche non autorizzate», ebbe in comune con Tesla il fatto di essere un idealista piombato in un Paese che non sentì mai completamente suo ed ambedue morirono portandosi nella tomba i loro segreti. A parte ciò quando erano assieme (e questo accadde spesso, perché erano buoni amici), dovevano fare una ben buffa impressione, visto che Tesla era di alta statura, mentre Leedskalnin raggiungeva appena il metro e quaranta. Nonostante questo l'omino, aiutandosi con alcuni misteriosi attrezzi, riuscì assolutamente da solo, in poco tempo, a movimentare una massa di pietra di oltre mille tonnellate, a tagliarla e a scolpirla realizzando un enorme quanto bizzarro castello. Leedskalnin, nato in Lettonia nel 1887, giunse, dopo un lungo girovagare, negli Stati Uniti attorno ai trent'anni. Faceva una vita semplice effettuando studi sul magnetismo e la gravità e spesso parlava di questi con l'amico Nikola. Acquistò un terreno dalle parti di Florida City e qui iniziò la costruzione di un singolare «castello». Si tratta in realtà di una sorta di giardino megalitico realizzato con immensi blocchi di pietra corallina. Si accede ad un cortile attraverso una porta girevole: ci sono delle scale, una piccola stanza, una grande luna e un obelisco. Leedskalnin realizzò tutto da solo. Come nessuno lo sa. Utilizzava macchinari per noi incomprensibili: una «scatola nera», costruita forse con Tesla o da lui ricevuta; una specie di accumulatore a manovella, con strutture in metallo. Ogni tanto si serviva anche di tre pali tipo quelli del telegrafo uniti in una specie di grande treppiede. Una volta trasferì l'intero castello (mille tonnellate e passa) in un nuovo sito. Affittò un camion e pregò l'autista di allontanarsi. Mezz'ora dopo il camion era caricato con gli enormi blocchi, ma non c'erano macchinari pesanti. Leedskalnin disse di aver fatto tutto questo per la donna che amava, tal Agnes. Lei, interrogata sul fatto, smentì di aver mai avuto con lui una qualunque relazio


LETTONIA: DISCIOLTO PARLAMENTO, SI VA VERSO VOTO ANTICIPATO

Con un referendum nazionale approvato a stragrande maggioranza, i lettoni hanno disciolto il Parlamento si apre cosi' la strada ad elezioni anticipate che si terranno a settembre. Il si' alla dissoluzione dell'assemblea era stato richiesto il 28 maggio dall'ex presidente, Valdis Zatlers dopo che il Parlamento aveva confermato l'immunita' di un membro sospettato di corruzione .


( 24 luglio 2011 )

 

BIANCHERI: NAPOLITANO, LA SUA SCOMPARSA GRAVE PERDITA PER L'ITALIA
 

Roma, 19 lug - ''Ho conosciuto e intensamente frequentato Boris Biancheri nel pieno del suo impegno di diplomatico d'eccellenza, che gli aveva guadagnato alto prestigio internazionale e generale rispetto in Italia''.

Biancheri ''era uomo di profonda preparazione specifica e cultura generale, di vasta esperienza e di eccezionale finezza e garbo, dal quale ho appreso molto e sono stato assistito con preziosa cura nelle mie missioni internazionali in diversi periodi della mia attivita' pubblica''. Lo afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato alla famiglia dell'ambasciatore Boris Biancheri appena appreso della sua scomparsa.

''Per le risorse intellettuali e morali che continuava a dispiegare anche dopo la conclusione del suo servizio attivo - continua il capo dello Stato - e per l'esempio che impersonava di dedizione al paese e alle istituzioni democratiche, la sua scomparsa al termine di un fulmineo decorso del male, rappresenta una grave perdita per l'Italia e personalmente per molti di noi''

 

IL GOVERNO LETTONE NON FINANZIERA' PIU' AIR BALTIC

- Riga, "L'anno scorso abbiamo investito in Baltic Air oltre 15 milioni di lat, con l'assicurazione del presidente e maggiore azionista Bertolt Flick che la compagnia sarebbe tornata in utile gia' questo anno e nel 2012. Il piano industriale prevedeva poi nuovi aerei e nuove rotte, niente si e' avverato". Cosi' il ministro dell'economia Artis Kampars ha spiegato la decisione del governo di non finanziare piu' Baltic Air che ora rischia il fallimento. Il bilancio 2010 della compagnia si e' chiuso con una perdita di 18 milioni di lat.

Il nuovo presidente della Lettonia

Si chiama Andris Bērziņš ed è il pensionato più ricco del paese

Andris Bērziņš è il nuovo presidente della repubblica lettone. È stato eletto dalla Saeima (il Parlamento della Lettonia), con 53 voti su 100, battendo l’altro candidato e presidente uscente Valdis Zatlers, fermo a 41 voti. L’elezione di Bērziņš è la vittoria delle componenti oligarchiche della politica lettone, in particolare è una vittoria di Aivars Lembergs, suo grande sponsor, cioè l’uomo più ricco del paese e attualmente sotto inchiesta per riciclaggio e corruzione sia in Lettonia che in Gran Bretagna. La sua elezione ha suscitato manifestazioni di protesta sia di fronte al Parlamento che nel centro della capitale Riga.

Il presidente uscente Valdis Zatlers negli ultimi giorni aveva aperto un aspro conflitto con il Parlamento, che aveva negato l’autorizzazione alle indagini su alcuni oligarchi membri della Saeima. Zatlers, interpretando la forte indignazione popolare per il voto del Parlamento, aveva deciso di firmare la richiesta di scioglimento della Saeima, che sarà con ogni probabilità confermata da un referendum a fine luglio. La decisione era stata appoggiata solo da Vienotiba, il partito di centrodestra del premier Dombrovskis e dai nazionalisti di Visu Latvijai!-TB/LNNK, che hanno sostenuto la rielezione di Zatlers. Il Parlamento si è vendicato scegliendo Bērziņš, considerato dai molti un difensore degli interessi degli oligarchi e dei poteri finanziari.

Andris Bērziņš, che ha il nome e cognome più tipico in Lettonia (un po’ come Mario Rossi per l’Italia), è nato a Nītaurē il 10 dicembre 1944 e ha studiato a Sigulda, per completare poi gli studi al Politecnico di Riga e alla facoltà di economia dell’Università di Riga, specializzandosi in piani industriali. Alla fine degli anni Ottanta è stato eletto nel consiglio dei deputati nel distretto di Valmiera e poi nel Soviet Supremo della Lettonia (il Parlamento lettone dell’epoca sovietica). In Parlamento Bērziņš si è occupato in particolare del sistema bancario, fino ad essere proposto alla guida della Banca Nazionale lettone, incarico che però ha rifiutato. Dopo l’indipendenza, è stato presidente della Commissione per la privatizzazione degli istituti bancari. Conclusa la prima fase delle privatizzazioni gli venne chiesto di lasciare la commissione e ricevette come buonuscita la licenza di Unibanka, di cui divenne presidente fino al 2003, quando la banca fu acquisita dalla svedese SEB. Successivamente è stato presidente della camera di commercio e dell’industria lettone. Lo scorso anno è stato eletto in Parlamento con il partito ZZS (Verdi e agricoltori). È il pensionato più ricco della Lettonia, e ha varie proprietà sparse per il paese, a Kolka, Līgatne, Ķekava, Vecpiebalga, Ādaži.

I ministri dei trasporti della Russia e della Lettonia discuteranno il progetto del treno rapido Riga-Mosca

 
     

Il progetto per la creazione di un treno rapido in servizio tra  Riga e Mosca sarà uno dei temi principali ad un incontro tra i titolari dei Ministeri dei trasporti della Russia Igor Levitin, giunto in visita di lavoro a Riga, e della Lettonia Uldis Augulis. L’idea di progettare un treno del genere era stata formulata nel corso della visita ufficiale del Presidente della Lettonia Valdis Zatlers in Russia nel dicembre dell’anno scorso. Si prevede di realizzare il progetto entro il 2018  quando la Russia intende ospitare il Campionato Mondiale di Calcio.

Tallin 23 febbraio 2011. L’Estonia avrà il primato di essere il primo Paese al mondo in cui le elezioni si svolgono via internet. Una novità che ha trovato il plauso del segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che ha voluto complimentarsi oggi a Washington ‘’con il popolo dell’Estonia’’ in occasione della 93/mo anniversario della loro Festa dell’Indipendenza, che si celebra il 24 febbraio. ‘’L’Estonia - ha detto Hillary Clinton in un messaggio - ha fatto progressi enormi dalla fine della guerra fredda. A soli vent’anni dalla caduta del sistema societivo, l’Estonia e’ un esempio straordinario per tutta la regione’
Riga, 08 feb - Ha sorpreso non poco gli analisti locali e quelli europei il dato provvisorio sull'inflazione di gennaio: un aumento su base mensile dell'1,3% che viene dopo un periodo di forte deflazione. Sono ora in molti a temere che la ripresa possa di nuovo innescare quel meccanismo perverso che nel 2009 e nel 2010 porto' l'aumento dei prezzi anche oltre il 17%. Il Valdis Dombrovskis ha comunque ribadito che il entrera' nell'euro nel 2014.

Estonia 2011, nuovo membro del club dell’euro

L’Unione Europea ha aperto il 2011 con l’ingresso dell’Estonia  nell’Unione monetaria, facendola  diventare il  diciassettesimo paese che ha adottato l’euro come moneta nazionale. Il 50% della popolazione estone è stata favorevole all’ingresso del paese nel club dell’euro, mentre il 40% è stato contrario. L’Estonia è la prima repubblica ex sovietica ad entrare in eurolandia e questo aiuterà il prossimo ingresso nell’Unione monetaria  anche delle due altre repubbliche baltiche: la Lettonia e la Lituania. Con 1,3 milioni di estoni, i cittadini europei che utilizzano l’euro come moneta nazionale sono diventati 331 milioni. Nelle prime due settimane del 2011, l’Estonia utilizzerà la doppia circolazione delle monete (corona estone-euro), il cambio ha previsto che un euro equivalga a 15,6466 corone estone. Nonostante la crisi economica degli ultimi anni, l’Estonia  è stato l’unico paese dell’Unione Europea insieme alla Svezia a rispettare i parametri sul debito pubblico e sul deficit imposti da Mastricht. Il debito pubblico è al 9% del Pil e il deficit è sotto la soglia del 3%.
Nonostante gli investimenti diretti esteri in abbiano sempre avuto condizioni favorevoli a causa della posizione geografica nel cuore della Scandinavia e delle repubbliche baltiche, manodopera qualificata a basso costo e buone infrastrutture nel paese, la presenza del made in Italy è stata fino ad ora scarsa. Per le Pmi italiane il piccolo paese baltico è  stato sempre poco attrattivo  per i propri investimenti. Una delle cause di questo è  sicuramente la distanza, le dimensioni ridotte del mercato interno e lo scarso potere d’acquisto delle famiglie estoni. Con l’ingresso dell’Estonia nell’Unione monetaria, il piccolo paese baltico dovrà potenziare molto il proprio sistema industriale, se vorrà essere competitivo  nell’Unione Europea. Le aziende made in Italy del settore dei macchinari potranno così trovare in Estonia un mercato interessante in cui esportare. Interessanti saranno anche  le grosse possibilità di investimento, attraverso l’utilizzo dei fondi comunitari.

 

Lettonia e Russia fanno pace?

Una delegazione di governo di quasi 200 persone è a Mosca a risolvere questioni del passato e del presente
19 dicembre 2010 |
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La visita ufficiale di questi giorni del Presidente della Repubblica lettone Valdis Zatlers a Mosca da Medvedev e Putin rappresenta qualcosa di storico. Intanto nelle dimensioni. Zatlers si porta dietro circa 190 fra ministri, esponenti del mondo economico e dell’impresa, istituzionale, culturale del paese baltico: mai una visita di stato fra i due paesi, fino a venti anni fa occupato e occupante, è stata di dimensioni così ampie. E poi per l’agenda degli incontri: si va dall’istituzione di una Commissione congiunta di storici che faccia chiarezza sul tribolato e sanguinoso passato, i numerosi accordi commerciali, economici e infrastrutturali fra i due paesi, la questione dei rapporti della Russia con l’Unione Europea e con la Nato compresa la questione dei visti, e infine la stipula di vari protocolli giuridici. Sullo sfondo dei colloqui fra Medvedev e Zatlers un punto fondamentale sarà ovviamente la questione dell’integrazione della minoranza russa (circa il 30% in Lettonia) e dei requisiti per il riconoscimento della cittadinanza lettone ai russofoni.

Insomma, a vent’anni dal crollo dell’Urss Russia e Lettonia provano a fare davvero la pace.
Ma questo appuntamento destinato a ridefinire nella sostanza profonda i rapporti bilaterali fra i due stati cade in un momento reso complicato da diversi eventi accaduti nelle ultime settimane. Intanto la recente vittoria elettorale della coalizione di centrodestra e l’appoggio esterno dei nazionalisti lettoni di Visu Latviaji al nuovo governo Dombrovskis, con la sconfitta del partito filorusso di Saskanas Centrs.
Poi i cables svelati da Wikileaks sull’allargamento segreto del sistema di difesa Nato Eagle Guardian, ideato per la Polonia, ai tre paesi baltici, notizia che certo non ha messo di buonumore i russi.

Le Repubbliche baltiche minacciate dalla Russia chiesero aiuto agli USA

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REPUBBLICHE BALTICHE CHIESERO AIUTO AGLi USA– Estonia, Lettonia e Lituania sono preoccupate per un possibile ritorno di espansionismo russo nei loro territori e per questo hanno chiesto alla Nato, di cui fanno parte dal 2004, di mettere a punto un piano per difenderle da un possibile attacco di Mosca. Lo rivelano i file di Wikileaksdiffusi ieri dal NewYork Times.

«Gli eventi in Georgia hanno dominato i notiziari e le discussioni qui come in pochi altri casi prima di ora – si legge in un cablogramma inviato dall´ambasciata di Riga, in Lettonia, nei giorni del conflitto – i lettoni guardano alla Georgia e pensano che questo potrebbe facilmente accadere anche a loro». «Finora – prosegue il testo – la posizione americana di dura opposizione alle azioni russe e di appoggio alla Georgia è stata accolta con favore qui. Ma alcune figure chiave si chiedono se l´Occidente è davvero pronto a fronteggiare una Russia di nuovo aggressiva».

La tensione nelle repubbliche baltiche arrivò alle stelle nell´agosto del 2008, durante la crisi fra la Georgia e la Russia, vista dai tre Paesi come l´avvisaglia di una nuova politica russa. La richiesta di protezione, notava ieri il New York Times, deve essere risultata imbarazzante nei quartieri generali della Nato: le regole dell´alleanza stabiliscono infatti che ogni Paese membro debba andare in difesa degli altri, se attaccati. Ma nello stesso tempo la Nato ha a più riprese ripetuto che la Russia non rappresenta una minaccia per l´alleanza. Eppure, alla fine di una trattativa segreta a gennaio la Nato ha deciso di espandere lo scudo difensivo che fino a quel momento arrivava alla Polonia fino alle repubbliche baltiche. Il piano di difesa si chiama Eagle Guardian e, secondo il New York Times, ad oggi è attivo. La rivelazione è destinata a creare imbarazzi a Bruxelles e a Washington e a complicare le relazioni fra la Nato e la Russia

 

Il 'premier anticrisi' ottiene nuovo mandato dopo voto di ottobre

Riga, 3 nov. ( - Il parlamento lettone ha approvato l'assetto del nuovo governo guidato da Valdis Dombrovskis, confermando de facto la linea di austerity avviata dallo stesso premier nel marzo 2009. Con 63 voti a favore e 35 contrari - due gli assenti nell'emiciclo dove siedono 100 deputati - Dombrovskis ottiene così un nuovo mandato dopo la vittoria alle legislative di ottobre di Unità, l'alleanza di centro-destra di cui è regista. Nel suo discorso al parlamento oggi Dombrovskis ha sottolineato come l'economia della Lettonia sia giunta a una svolta verso la ripresa (nel primo trimestre di quest'anno Il Paese è uscito dalla recessione con un modesto +0,3% del Pil dopo due anni di profondissima crisi), ma resta fragile e potrebbe riprecipitare in una dinamica negativa in assenza di concrete decisioni da parte del governo. Nei prossimi mesi l'esecutivo di Riga dovrà varare misure per la riduzione del deficit nel 2011, come da accordi con l'Fmi per l'erogazione del prestito internazionale da 7,5 miliardi di euro.

 

 

LETTONIA: CACCIA NATO INTERCETTANO JET MILITARI RUSSI SUL BALTICO

- Riga, 18 ott. - Nuova prova di forza della Russia nei cieli europei. Caccia della Nato sono decollati da una base in Lettonia per intercettare e scortare due aerei militari di Mosca. I jet russi hanno rifiutato di identificarsi mentre si stavano avvicinando allo spazio aereo di Riga, dove e’ in corso un esercitazione militare congiunta con le forze di Usa, Lituania, Estonia e Polonia.
“Il fatto che gli aerei russi non si siano identificati durante l’avvicinamento allo spazio aereo lettone tra le citta’ di Ventspils e Liepaja non e’ un gesto amichevole”, ha sottolineato il portavoce del ministero della Difesa di Riga, Dace Ancupane, ricordando che l’ultimo di questi incidenti si verifico’ lo scorso anno.

LETTONIA: VINCE CENTRO-DESTRA, IL PIANO DI TAGLI ANDRA' AVANTI

- Riga, 3 ott. -  In Lettonia netta vittoria del centrodestra che ottiene un ampio mandato per continuare nei tagli anti-deficit. Nel voto di sabato, il blocco Unita' del premier trentanovenne Valdis Dombrovskis ha ottenuto 33 seggi e i suoi alleati dell'Unione dei verdi e dei contadini e del Movimento nazionalista per la patria e la liberta' rispettivamente 22 e otto.
  Il centrodestra ha avuto complessivamente il 57% dei voti e controlla 63 dei 100 seggi parlamentari.

La seconda forza del Paese baltico e' il Centro dell'Armonia di Janis Urbanovics, una formazione di socialdemocratici ed ex comunisti sostenuta dalla minoranza russa che e' passata da 18 a 29 seggi con il 30% dei suffragi.

L'affluenza e' stata del 62%, il 2% rispetto al 2006.

Il premier Dombrovskis ha affermato che "gli elettori hanno scelto la stabilita'" e ha gia' fatto sapere di avere un accordo con gli alleati per continuare a governare insieme, stavolta con un esecutivo che non sara' piu' di minoranza.
  L'obiettivo e' arrivare al voto di fiducia per il nuovo governo entro il 2 novembre. Dombrovskis, al potere dal marzo dell'anno scorso, ha dovuto far fronte a una gravissima crisi in cui nel 2009 questo Paese di appena due milioni e 200mila abitanti ha visto crollare il proprio Pil del 18%. Per questo ha varato un piano straordinario da 7,5 miliardi di euro concordato con Fmi e Ue che comprende il taglio dei salari e l'aumento delle tasse. Un piano che l'opposizione filo-russa voleva chiedere di rinegoziare ma che a questo punto andra' avanti.

 

Alla Lettonia il record dell'economia sommersa Ue

- Riga, 27 lug - Un recente studio della ha rivelato che tra tutti i 27 che aderiscono alla Ue la Lettonia e' quello che presente il piu' alto grado di "". Secondo lo studio che copre un arco di tempo tra il 1999 e il 2007 in Lettonia l'economia sommersa rappresenta il 41,6& del Pil. Anche gli altri baltici (Estonia e Lituania) sono soffocati dall'economia in nero: il 40,3% del Pil per l'Estonia e il 31,9% del Pil per la Lituania.




Lettonia, agguantato il Robin Hood 2.0

Ha ammesso le sue colpe, dopo essersi intrufolato in migliaia di database e aver divulgato al popolo le ingiustizie dei salari statali. E' un ricercatore, amatissimo dalla gente, che rischia ora 10 anni di carcere

Roma - Aveva adottato il nome di Neo, prendendo probabilmente spunto da uno dei suoi film di fantascienza preferiti. Ma la stampa lettone e poi quella internazionale avevano subito preferito utilizzare quello di Robin Hood, a raffigurare l'immagine di un hacker che ruba dati ai ricchi (banche e aziende locali) per divulgarli ai poveri. Ovvero a tutti quei cittadini colpiti dai tagli imposti da una recessione difficile.

Dopo quasi tre mesi di ricerche, la polizia lettone ha alla fine messo le mani sul misterioso Neo/Robin Hood. Il suo vero nome è Ilmars Poikans, un ricercatore specializzato in intelligenza artificiale presso il dipartimento di scienze informatiche dell'Università della Lettonia. Poikans ha 31 anni ed è stato scarcerato appena un giorno dopo il suo arresto.

La polizia locale ha infatti stabilito di non tenere in carcere l'uomo nel periodo precedente al suo processo, dal momento che Poikans si è mostrato particolarmente tranquillo, dopo aver ammesso le sue colpe e offerto collaborazione agli stessi agenti. Tranquillità che potrebbe tuttavia svanire davanti ai potenziali 10 anni di carcere che il ricercatore rischia per aver frugato in migliaia di database.

Lettonia/ Coalizione implode: governo in minoranza in parlamento

Riga, 17 mar. (Ap-Nuova Europa) - Il principale partito della coalizione di governo lettone sbatte la porta e l'esecutivo di centrodestra a Riga si ritrova in minoranza in parlamento. L'alleanza si è sgretolata sulle strategie da mettere in campo contro la profonda crisi economica: il Partito Popolare accusa il premier Valdis Dombrovskis di non fare abbastanza per affrontare le principali emergenze, la disoccupazione in primis, e dopo infuocati dibattiti ha deciso di abbandonare la coalizione governativa.

Ora in parlamento solo 44 deputati su 100 appoggiano il governo. E Dombrovskis dovrà decidere se tentare la via del governo di minoranza sino alle elezioni in agenda ad ottobre oppure optare per il voto anticipato.

Il prodotto interno lordo della Lettonia - membro dell'Ue dal 2004 - ha registrato nel 2009 un crollo del 18 per cento rispetto al 2008, segnando il dato peggiore in tutta l'Unione europea. dell'intera Unione europea, secondo i dati diffusi dall'agenzia statistica

Lettonia
– È già un eroe tra la popolazione lettone il pirata informatico che smaschera pubblicamente le banche e le aziende di Stato che speculano sulla recessione in Lettonia, afflitta da una pesante crisi economica.

IL FURTO – Nome in codice «Neo»- come il protagonista del celebre film Matrix -, il misterioso hacker è infatti riuscito a violare i network degli istituti di credito del Paese e delle imprese locali, rubando i dati che svelano i dettagli della loro attività finanziaria. Ora, usando un account Twitter, sta riversando in rete le informazioni acquisite e via via le sta divulgando anche tramite la televisione, con il dichiarato intento di smascherare chi guadagna sulle difficoltà economiche dei cittadini.

EROE DEL POPOLO – Ovviamente i cittadini lettoni seguono con grande interesse gli aggiornamenti di Neo, che - come racconta BBC - dice di appartenere a un gruppo chiamato «Fourth Awakening People's Army» («Esercito popolare del quarto risveglio»), responsabile del furto elettronico di oltre sette milioni di documenti riservati di oltre mille aziende. Tra i dati rivelati vi sarebbero quelli che dimostrano che manager di alcune banche non hanno mantenuto la promessa di tagliarsi gli stipendi in risposta alla crisi, o che alcune imprese hanno chiesto aiuto finanziario al Governo per poi assegnare premi ai dirigenti. I cittadini riconoscono che quello commesso da Neo è un crimine e una violazione in piena regola, ma nonostante ciò lo considerano una sorta di eroe, un moderno Robin Hood virtuale, che smaschera i giochi dei potenti mettendoli nella condizione di dover rispondere pubblicamente delle proprie azioni. La polizia lettone e le autorità stanno indagando sul caso.

 

 

fgsdgLettonia. Venduta all’asta la misteriosa città fantasma Skrunda-1

Acquistata in Lettonia per 3,1 milioni di dollari la città fantasma a 90 km da Riga utilizzata dai Russi come centrale radar. Durante la guerra fredda ospitava circa 5000 abitanti ma oggi è completamente disabitata. L’imprenditore russo Aleksejevskoje-Serviss ha deciso di investirci e ha vinto l’asta bandita dal Governo. Ma i Lettoni non sono molto d’accordo.

di CLAUDIA MIGLIORE

Si chiama Skrunda-1 e si trova in Lettonia la città che durante la guerra fredda fu costruita attorno a una stazione radar sovietica. In realtà Skrunda 1 non è nemmeno il suo vero nome. La città non ha un nome ed è a tutti gli effetti una città fantasma. Lo è oggi che nessuno più vive in quelle case, studia in quelle scuole e  lavora in quegli edifici. Lo era allora, nel 1980, quando non compariva nelle mappe sovietiche. A tutte le città nascoste non veniva attribuito un nome. Ma solo un numero che accompagnava il nome della città più vicina. Inesistente, nascosta al mondo a causa delle due installazioni radar che avevano il compito di monitorare lo spazio e i cieli degli Stati Uniti per fronteggiare eventuali attacchi missilistici.

Dopo lo smembramento dell’Unione Sovietica la Lettonia era ansiosa di distruggere tutte le basi militari sovietiche e cacciare le truppe russe. Così il Ministero della Difesa russo ha continuato ad usare il sistema di allarme rapido di Skrunda-1 per aiutare l’esercito e per anni la base radar è stata utilizzata come strumento di negoziato tra Washington e Mosca.

Poi più nulla. Della città fantasma e dei suoi abitanti il mondo si è dimenticato. Fino al 1995 quando una ditta di demolizione americana ha fatto saltare in aria con oltre una tonnellata di dinamite e una solenne cerimonia, uno degli edifici radar. Il più alto, oltre 60 metri.

I 5000 abitanti hanno cominciato ad abbandonare la loro città dopo il 1991. Nel 1998 è andato via l’ultimo che ha lasciato dietro di sé centinaia di appartamenti vuoti e decine di edifici.

Si è parlato per anni di trasformare la città in una zona ricreativa ma non se n’è fatto nulla così il Governo della Lettonia ha deciso di mettere la città all’asta.

Aleksejevskoje-Serviss imprenditore russo ha vinto l’asta offrendo 1,55 milioni litas corrispondenti a 3,1 milioni dollari. Non si conosce molto dell’imprenditore che ha utilizzato un intermediario né si sa cosa voglia fare con i 110 acri, i 70 edifici fatiscenti, la scuola e le caserme.

In Lettonia sono preoccupati. Si preoccupano sempre quando qualche russo opera lì da loro. Ma la vendita è stata un successo e questo basta. La città fantasma forse da oggi uscirà dall’ombra e ricomparirà sulle mappe con un nuovo volto

 

Il crollo finanziario totale, un tempo problema solamente dei paesi in via di sviluppo, e' giunto ora in Europa. Il Fondo Monetario Internazionale sta imponendo le proprie 'misure di austerita'' al cerchio piu' esterno dell'Unione Europea, con Grecia, Islanda e Lettonia come i paesi piu' colpiti. Ma questi non sono i normali mendicanti del terzo mondo. Storicamente, i vichinghi islandesi respinsero in numerose occasioni gli invasori britannici, le tribu' lettoni allontanarono persino i vichinghi e i greci conquistarono l'intero impero persiano. Se c'e' qualcuno che puo' opporsi al FMI, sicuramente sono questi valorosi guerrieri europei.

Decine di paesi sono risultati inadempienti sul proprio debito negli ultimi decenni, e il caso piu' recente e' stato Dubai che ha dichiarato una moratoria sui debiti il 26 novembre 2009. Se l'ex ricchissimo emirato arabo puo' risultare inadempiente, possono esserlo anche i paesi disperati. E se l'alternativa e' quella di distruggere l'economia locale, e' difficile sostenere che non dovrebbero farlo.

Questo e' particolarmente vero quando i creditori sono in buona parte responsabili dei problemi del debitore, e ci sono buone ragioni per sostenere che i debiti non devono essere ripagati. I problemi in Grecia ebbero origine quando furono mantenuti bassi i tassi di interesse, inadeguati per la Grecia, per salvare la Germania da un tracollo economico. Mentre ad Islanda e Lettonia e' stata accollata la responsabilita' delle obbligazioni private verso cui loro non erano parti in causa.

Ed e' la ragione per la quale l'Islanda, che non fa ancora parte dell'UE, potrebbe rivedere la propria posizione. All'Islanda viene richiesta l'appartenza all'unione per sottoscrivere un accordo nel quale verrebbero risarciti i depositanti olandesi e britannici che hanno perso i loro soldi nel crollo di IceSave, una divisione off-shore della piu' importante banca privata islandese. Eva Joly, un magistrato franco-norvegese assunta per indagare sul crollo bancario islandese, lo definisce un ricatto e avverte che cedere alle richieste dell'UE prosciugherebbe l'Islanda delle sue risorse e della sua popolazione, che sarebbe costretta ad emigrare per trovare lavoro.

La Lettonia e' un membro dell'UE e si crede che adottera' l'euro, ma non ha ancora raggiunto questa fase. Nel frattempo, l'UE e il FMI hanno detto al governo di prendere a prestito valuta straniera per stabilizzare il tasso di cambio della valuta locale, allo scopo di aiutare i mutuatari a pagare i mutui contratti in valuta straniera dalle banche straniere. Come condizione ai finanziamenti del FMI, vengono richiesti anche i soliti tagli governativi. Nils Muiznieks, responsabile dell'Istituto di ricerche politiche e sociali avanzate di Riga, in Lettonia, si e' lamentato:

Il resto del mondo sta perfezionando dei pacchetti di incentivi che vanno dall'uno al dieci per cento del PIL ma, nello stesso momento, alla Lettonia e' stato chiesto di apportare dei forti tagli alla spesa - per un totale di circa il 38 per cento quest'anno nel settore pubblico - e di aumentare le tasse per coprire i deficita' di bilancio.

In novembre il governo lettone ha adottato il bilancio piu' pesante degli ultimi anni, con tagli di quasi l'11%. Il governo ha gia' aumentato le tasse, ridotto la spesa pubblica e gli stipendi governativi e chiuso decine di scuole e ospedali. Come risultato, la banca nazionale prevede per quest'anno una diminuzione dell'economia del 17,5%, proprio quando c'e' bisogno di un'economia produttiva per rimettersi in piedi. In Islanda l'economia si e' contratta del 7,2% nel corso del terzo trimestre, il calo piu' forte mai registrato prima.

Come negli altri paesi stretti dai lacci neo-liberisti sulla produttivita', l'occupazione e la produzione industriale sono state danneggiate, mettendo in ginocchio le economie.

vvvvv

07-12-2009 07:48

Milano: "Carmen" nel mondo, tra cinema e dirette tv

Rai Trade ha infatti siglato diversi accordi con broadcaster per la sua diffusione in Italia e nel mondo. Oltre alle dirette televisive previste in Europa (Francia, Germania, Belgio) la Carmen verrà proposta anche nelle sale cinematografiche digitali di Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Spagna, Canada e Australia del circuito di Emerging Pictures. In Italia, invece, la diretta della prima dal Teatro alla Scala verrà proposta dal 'Classica Channel', nelle sale Multiplex del circuito Warner e
nelle oltre 70 sale cinematografiche digitali di Microcinema. "La distribuzione della prima della Scala - ha detto Carlo Nardello, Amministratore Delegato di Rai Trade - è il risultato di oltre un anno di trattative serrate con gli operatori del mercato internazionale". Gli fa eco Stéphane Lissner, Sovrintendente della Scala di Milano: "Le enormi potenzialità offerte dalla tecnologia multimediale servono a trasmettere emozioni forti".
La Carmen in diretta in Italia: Classica Channel; 14 Sale Multiplex della Warner; 70 Sale Microcinema; Teatri Lombardia (Cremona, Sondrio e Delverme-Milano, Erba, Crema). La Carmen in diretta e differita nel mondo. Sale cinematografiche (diretta): Inghilterra, Scozia, Galles, Stati Uniti, Australia, Spagna, Canada, Bulgaria, Danimarca,Estonia, Irlanda, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria. Televisioni in diretta: Francia (compreso il dipartimento d'oltremare, dalla Martinica alla Nuova Caledonia e la Polinesia), Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Lussemburgo.  Televisioni in differita: Croazia, Giappone, Colombia, Venezuela, Brasile, Perù, Cile, Ecuador, Bolivia, Paraguay, Uruguay e Argentina

 

 

Il Presidente dell'Associazione Italia Lettonia,ha incontrato a Riga il Presidente dell'Associazione Interparlamentare Italo-Lettone Ingrida Circene,ed altri sei deputati,appartenenti di vari gruppi politici.

Sono stati trattati temi come il prossimo Forun Economico Italo Baltico del 2010,il turismo con particolare attenzione all' agriturismo,la necessità di informare i cittadini delle due nazioni dei luoghi turistici di interesse fuori dalle grandi città,.

E' stato auspicato ,ora che la crisi economica sembra attenuarsi,un aumento delle risorse per eventi culturali che possano contribuire alla conoscenza fra i due paesi, inclusi i contributi che possano venire dall'Unione Europea.

I Parlamentari Lettoni che hanno effettuato viaggi di lavoro in Italia hanno sottolineato l'ottima accoglienza ricevuta anche per il lavoro svolto dal gruppo interparlamentare di Amicizia del Parlamento Italiano.

In conclusione si è auspicato che tutte le istituzioni preposte diano il massimocontributo al rilancio delle relazioni fra i due Paesi,perchè ci sono ancora tante possibilità di collaborazione non ancora utilizzate.

 


Visita Ministro Frattini in Lituania, Lettonia, Estonia (07 - 08 settembre)

07 Settembre 2009

La visita che il Ministro Frattini effettuerà dal 7 all’8 settembre nei tre Paesi Baltici prevede importanti colloqui con le controparti locali per discutere sia temi inerenti i rapporti bilaterali con l’Italia, sia le più rilevanti questioni comunitarie e multilaterali, dall’immigrazione alla sicurezza energetica, dalle relazioni con la Russia all’Afghanistan. Inoltre, in occasione degli incontri verranno firmati accordi bilaterali volti ad incrementare ulteriormente la cooperazione tra l’Italia e i tre Paesi Baltici. Nel caso di Lettonia e Lituania si tratta della prima visita di un Ministro degli Esteri italiano dall’ottenimento dell’indipendenza negli anni ’90, a dimostrazione dell’accresciuto interesse in diversi settori verso i Paesi dell’area con i quali possono avviarsi piu’ intense collaborazioni.

In Lituania, nella cornice del Palazzo presidenziale di Vilnius, il Ministro Frattini incontrerà il Presidente della Repubblica lituana Dalia Grybauskaite, con cui passerà in rassegna i principali dossier europei e multilaterali.

Successivamente, avrà luogo l’incontro con il Ministro degli Esteri lituano Vygaudas Usackas: al centro dei colloqui i rapporti bilaterali e le questioni comunitarie.

Nel pomeriggio il Ministro Frattini terrà all’Università di Vilnius, alla presenza del corpo accademico, degli studenti, oltre che della stampa, una lectio magistralis dal titolo “Nato’s new strategic concept: the Italian vision” (il cui testo sarà disponibile su questo sito subito dopo il termine dell’allocuzione).

In serata, il Ministro Frattini e la delegazione si sposteranno in Lettonia dove il primo incontro bilaterale sarà la cena di lavoro offerta dal Ministro degli esteri lettone Maris Riekstins.

Martedì 08 Settembre

 

Ancora a Riga, il Ministro Frattini e il suo omologo lettone Riekstins firmeranno un Memorandum sulla cooperazione rafforzata fra Italia e Lettonia, a cui seguirà un incontro con il Presidente della Repubblica Valdis Zalters per fare il punto sui principali temi bilaterali e sulle questioni europee e multilaterali.

Nel primo pomeriggio il Ministro sarà in Estonia, dove incontrerà il Ministro degli Esteri Urmas Paet con il quale firmerà l’“Accordo bilaterale di cooperazione in materia di lotta alla criminalità organizzata, al terrorismo e al traffico di stupefacenti”. Successivamente, si terrà l’incontro con il Presidente della Repubblica Toomas Hendrik Ilves che chiuderà la due giorni di visita nei Balti




Proposta shock di una finanziaria

Fra gli imprevedibili scherzi della crisi globale, spunta ora una finanziaria che concede prestiti in cambio... dell'anima. Succede in Lettonia, dove una società di Riga propone dei piccoli finanziamenti - da 70 a 700 euro - cui possono avere accesso tutti, indipendentemente dall'età, situazione economica o indebitamento pregresso. Unica condizione, il richiedente deve dare a garanzia l'anima. Sdegno della chiesa cattolica lettone.

Mentre il paese baltico è in preda alla recessione, la società "Kantora", offre prestiti a 90 giorni, a un tasso annuale del 365%. ''Noi prestiamo soldi veri, e se l'anima è importante per chi ci chiede il prestito, noi recupereremo certamente il denaro. Tutto è perfettamente chiaro e onesto'', ha detto un rappresentante della società, rimasto anonimo, citato dal giornale lettone in lingua russa Vesti Segodnia. Kantora non è disponibile a fornire dati sul numero dei prestiti finora concessi contro pegno dell'anima.

"Consideriamo questo caso con grande serietà", ha commentato il cardinal Janis Pujats, a capo della chiesa cattolica di Lettonia, aggiungendo che lui, insieme ai capi  delle chiese ortodossa e luterana del paese, hanno formalmente chiesto al ministero dell'interno di aprire un'inchiesta, avanzando il sospetto che dietro il fatto "ci possa essere una setta satanista e non solo una società di crediti un po' cinica". "Questo genere di società possono distruggere la gente, sia da punto di vista materiale che morale", stigmatizza il vescovo.

 

RIGA 8 OTTOBRE 2009

 

Il Presidente dell'Associazione Italia Lettonia,ha incontrato a Riga il Presidente dell'Associazione Interparlamentare Italo-Lettone Ingrida Circene,ed altri sei deputati,appartenenti di vari gruppi politici.

Sono stati trattati temi come il prossimo Forun Economico Italo Baltico del 2010,il turismo con particolare attenzione all' agriturismo,la necessità di informare i cittadini delle due nazioni dei luoghi turistici di interesse fuori dalle grandi città,.

E' stato auspicato ,ora che la crisi economica sembra attenuarsi,un aumento delle risorse per eventi culturali che possano contribuire alla conoscenza fra i due paesi, inclusi i contributi che possano venire dall'Unione Europea.

I Parlamentari Lettoni che hanno effettuato viaggi di lavoro in Italia hanno sottolineato l'ottima accoglienza ricevuta anche per il lavoro svolto dal gruppo interparlamentare di Amicizia del Parlamento Italiano.

In conclusione si è auspicato che tutte le istituzioni preposte diano il massimo contributo al rilancio delle relazioni fra i due Paesi,perchè ci sono ancora tante possibilità di collaborazione non ancora utilizzate.


Venezia 2009 – Lettonia
Venice Days, tributo a Signe Baumane
La 6a edizione dei Venice Days (3-12 settembre 2009) tributerà un omaggio all’animatrice lettone Signe Baumane con la proiezione della sua antologia completa, composta da 15 cortometraggi, dal titolo Teat Beat of Sex.

Teat Beat of Sex, co-produzione tra Stati Uniti/Italia/Lettonia/Svizzera, parla del sesso dal punto di vista esclusivo di una donna, ha vinto una Menzione d’Onore all’Ottawa Int'l Animation Festival 2007, ed è già stata proposta al Sundance International Film Festival nel 2008

Il parlamento di Riga ha approvato ieri un drastico taglio al bilancio pubblico del 2009, pari a 700 milioni di euro.

La Lettonia ha dato il via libera alla sua cura dimagrante. Il parlamento di Riga ha approvato ieri un drastico taglio al bilancio pubblico del 2009, pari a 700 milioni di euro. Una manovra imposta dall'aggravarsi della crisi economica nel Paese: necessaria per scongiurare un'ipotesi di vera e propria bancarotta e per aggiudicarsi una serie di aiuti internazionali.
I tagli, tuttavia, sono stati operati pressoché in ogni settore, compresi istruzione, sanità, pensioni e pubblica amministrazione. E stanno provocando un terremoto politico, con il ministro della Sanità che si è dimesso ieri, spiegando che con simili finanziamenti non sarebbe in grado di garantire i servizi ai cittadini. 

I sindacati si stanno già mobilitando, e già oggi manifesteranno la propria contrarietà sfilando lungo le strade della capitale, mentre i rappresentati degli insegnanti già chiedono le dimissioni anche da parte del ministro dell'Educazione, Tatjana Koke. «I tagli al bilancio sono stati terribili», ha spiegato al Wall Street Journal una sindacalista. Riferendosi poi al drastico taglio dei salari per gli insegnanti (che vedranno le loro buste paga decurtate del 50%), il suo giudizio è altrettanto netto: «È in gioco la loro stessa sopravvivenza». 

Una situazione che dimostra come gli eccessi finanziari (e i conseguenti crolli in fase di crisi) possano ripercuotersi drammaticamente sull'economia reale. Ora, tuttavia, una boccata d'ossigeno arriverà dagli 1,7 miliardi di euro di fondi d'emergenza provenienti dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale. Una manovra che dovrebbe tappare almeno in parte il grave "buco" dell'economia di Riga, che si è contratta del 18% nel primo trimestre del 2009. 

-Elezioni Europee 2009

Riga, 7 giu - L'Unione civile, il partito di destra fondato nel 2008 dall'ex commissaria europea Sandra Kalniete ha vinto le elezioni europee in Lettonia conquistando il 24,23% dei consensi. Battuto l'Sc (il Centro dell'Armonia), il maggiore partito della sinistra, che ha ottenuto il 19,53% dei voti. Ad entrambi i partiti vanno due seggi nell'Europarlamento.

I nationalisti dell'Unione per la Patria e la Liberta', che fanno parte della coalizione al potere, hanno ottenuto il 7,46% dei voti, mentre lo schiermento del primo ministro Valdis Dombrovskis, la Nouvelle Ere, con il 6,66% dei consensi, piazza un proprio rappresentante a Strasburgo.

L'affluenza alle urne da parte dei cittadini lettoni e' stata del 53%.

 

Crisi in Lettonia: la fine del denaro facile

Durante i periodo del miracolo economico lettone la Tigre del Baltico ha visto molti speculatori arricchirsi. Ora la crisi economica vede un paese che taglia posti di lavoro e con la gente ridotta in strada. Ma il Ministro delle Finanze dice «è tutto ok».

Il Ministro delle Finanze Atis Slakteris passerà alla storia come il più famoso nella storia della Lettonia. Quando in autunno il paese era sull’orlo della banca rotta, nel corso di un’intervista commentò fiducioso: «è tutto ok». Da allora questa dichiarazione esplosiva si propaga come un incendio nel mondo virtuale e si scontra con la generale incomprensione. Zane Licite fa parte dello staff presidenziale per le relazioni con la stampa. Alla domanda se davvero «è tutto ok» reagisce imperturbabile. Sobriamente spiega: «finchè bastano i soldi, per me è tutto ok». Tuttavia quanto a lungo dureranno i soldi è al momento difficile da prevedere. Zane fa parte delle ultime vittime del pacchetto di riforme del Governo: come quasi un decimo degli impiegati statali, è stata licenziata senza preavviso. Per abbassare ulteriormente le spese per i salari, il Governo ha inoltre ridotto del 15% gli stipendi degli impiegati con un reddito lordo superiore ai 480 euro al mese e soppresso le indennità. La situazione del mercato del lavoro si fa di giorno in giorno più precaria. Nel frattempo si diffonde la paura che presto lo stato non disporrà più delle risorse necessarie per pagare i sussidi di disoccupazione.

 

Lettonia: tigre del Baltico o gattino impaurito

I partiti e le associazione intanto invitano ad organizzare proteste di massa. L’umore tra la popolazione non è stato così nero dal ritorno all’indipendenza. Se ne rende conto anche la direttrice della Coffee House, Kapucino-Bars, al margine del centro storico di Riga. Poco tempo fa ha inserito un’offerta di lavoro in Internet. Dopo mezz’ora e innumerevoli telefonate, sfinita, ha ritirato l’annuncio perché non le riusciva di tenere sotto controllo il numero enorme di interessati. Questo non l’aveva calcolato. Eppure non è passato tanto tempo da quando molte imprese lettoni minacciavano di chiudere perché non riuscivano a trovare personale qualificato. La Lettonia si trova in una crisi non solo economica e finanziaria, ma anche governativa, afferma l’ex-ministro degli esteri e politico dell’opposizione Artis Pabriks. Di eufemismi alla «è tutto Ok» non ne vuole sapere. Secondo le accuse di Papriks, per perseguire una politica populistica il Governo avrebbe ignorato i ripetuti avvertimenti della comunità internazionale riguardo alle conseguenze di un’economia gonfiata. Il Ministro delle finanze, Atis Slakteris, preferisce ricondurre i problemi del suo Paese alla difficile situazione del mercato globale e considera le difficoltà della Lettonia causate dalla crisi finanziaria mondiale. L’opposizione, intellettuali e associazioni però smascherano questo suo puntare il dito su cause esterne e accusano il Governo di ignorare i veri problemi del Paese. Una delle cause più importanti è l’inflazione dei salari, che negli anni della crescita economica, soprattutto a partire dal 2001, ha assunto dimensioni gigantesche. Anche l’ingresso della Letttonia nell’Ue ha portato il suo contributo. A tutto ciò si è aggiunto il massivo consumo a credito della popolazione. La conseguente esplosione dei prezzi e dei salari ha distrutto l’equilibrio tra rendimento e produttività. Il settore finanziario e quello immobiliare sono collassati. Subito dopo il Paese è scivolato nella recessione economica.

 

Trovarsi la polizia alla porta

In autunno il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), rappresentanti dell’Unione europea e dei Paesi scandinavi hanno elaborato insieme un piano di salvataggio per proteggere la Lettonia dalla bancarotta. La liquidità dello stato e del settore finanziario dovrebbe ora essere assicurata dai 7,5 miliardi di euro di aiuti per l’emergenza. Con il piano vengono dati al Paese anche dei compiti a casa, che tuttavia non vengono svolti come i finanziatori si aspetterebbero. Tanto che il Ministro per gli affari culturali Helena Demakova, poco dopo l’annuncio degli aiuti economici miliardari, ha firmato un contratto da più di un miliardo di euro con uno studio di architettura per la realizzazione di una sala concerti. La gente intanto si prepara a tempi duri. Anche per Signe K., 25 anni, la situazione è frustrante. Da mesi cerca disperatamente in Internet un posto di lavoro. Un paio di anni fa ha abbandonato gli studi per fondare una sua ditta. A quei tempi l’economia lettone si stava sviluppando a tempi record e lei, come molti suoi coetanei, nutriva il sogno del denaro facile. Ogni mezzo sembrava lecito. Un giorno però si è trovata la polizia davanti alla porta, hanno perquisito i suoi uffici e hanno sequestrato alcuni documenti. Dei criminali avevano usato la sua ditta per il riciclaggio di denaro sporco. Signe K. aveva in effetti sospettato che non tutto fosse propriamente legale, ma il generoso compenso che riceveva era per lei più interessante di questi scrupoli. Oggi la giovane madre vive con la figlia di un anno in un centro per ragazze e giovani donne in difficoltà a Agenkalns, alla periferia di Riga. Entrambe devono arrivare a fine mese con un sussidio mensile di circa 50 euro. Lo stesso problema minaccia un’intera generazione di giovani famiglie che negli anni dei guadagni facili hanno contratto debiti enormi. L’appartenenza della Lettonia all’Unione europea, l’intreccio del mercato finanziario lettone con quelli scandinavi e la pronta generosità del Fmi hanno salvato per il momento la Lettonia da una catastrofe peggiore. Il pacchetto di aiuti concede al Governo uno spazio di manovra, però non è una risposta all’emergenza del paese- e neppure alla crisi politica. 

 

Cos’è successo di così grave e preoccupante in Lettonia?
Durante il boom degli anni scorsi il paese è cresciuto a ritmi impressionanti, meglio di qualunque altro paese europeo. Lo scorso anno, però, l’economia ha perso di colpo il 2% e le previsioni dicono che perderà un altro 5% nel 2009. Negli ultimi sei mesi il tasso di disoccupazione è raddoppiato fino all’8%, mentre quello giovanile è schizzato addirittura al 24%.



Qual è stata la miccia che ha innescato la protesta dei lettoni?

Nel dna della Lettonia non c’è una tradizione di contestazioni violente. Eppure la scorsa settimana, a Riga, un corteo di oltre 10 mila persone si è trasformato in una rissa a base di alcol e pestaggi che si è conclusa con il ferimento di 25 persone e con 106 arresti. A dare il la alla protesta è stata la risposta di un ministro, intervistato durante un programma televisivo. «Quali soluzioni state studiando per fronteggiare la crisi?» gli ha chiesto il giornalista. «Mah, niente di speciale» ha risposto il politico. La frase ha fatto infuriare la gente, che l’ha adottata come slogan durante le manifestazioni.


pagina aggiornata il: 24.09.2013

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