Il governo lettone a giugno potrebbe rivedere al rialzo la previsione del Pil per il 2012.
Si attendono i dati del primo trimestre e l’andamento fino a maggio del bilancio. Dombrovskis spera di poter alzare le stime di crescita oltre il 2,5%.

Il governo lettone potrebbe rivedere al rialzo le stime del prodotto interno lordo per il 2012 e il 2013. Lo ha affermato il premier Dombrovskis, nel caso si confermi la tendenza positiva dell’economia lettone nei primi mesi di quest’anno.
Il premier lettone ha affermato che il governo attende di conoscere i dati macroeconomici lettoni del primo trimestre di quest’anno, dati che saranno noti a maggio, e al contempo i dati del bilancio del paese nei primi cinque mesi del 2012 per capire se rivedere le stime del Pil lettone, che il governo ha previsto al +2,5% nel 2012 (mentre le previsioni del FMI per il Pil lettone nel 2012 sono attestate al 1,5-2%)
“Sulla questione ci torneremo a giugno, quando sapremo come è effettivamente andata la prima parte dell’anno e allora potremo riconsiderare le previsioni” ha detto Dombrovskis ai giornalisti.
Il premier lettone, alla domanda dei giornalisti su cosa prevede succederà, ha detto di avere “sensazioni positive”. “Vederemo in base ai dati complessivi dell’economia e dell’andamento del bilancio, ma la sensazione è quella che la correzione delle previsioni sulla crescita possa andare in direzione di un aumento”.
Il nuovo governo della Lettonia
Il premier Dombrovskis, quarant'anni, ha ricevuto oggi la fiducia insieme al suo terzo governo
Valdis Dombrovskis è lettone e ha quarant’anni. Oggi inaugura il suo terzo governo, dopo aver ottenuto la fiducia dal nuovo Parlamento della Lettonia. Dombrovskis guida il paese dal febbraio del 2009, quando la Lettonia era sprofondata in una gravissima crisi economica. Dombrovskis era un eurodeputato di 38 anni e divenne il leader di un paese sull’orlo del fallimento. In due anni e mezzo, attraverso enormi sacrifici (tasse, riduzione del deficit, programma di prestiti internazionali), ha risanato il bilancio del paese ed è riuscito a portare il PIL a crescere del 5 per cento.
Il primo governo Dombrovskis si è concluso per la fine naturale della legislatura. il secondo invece è finito quando un caso di corruzione di un deputato dell’opposizione ha portato allo scioglimento del Parlamento. Il terzo governo Dombrovskis è sostenuto da una coalizione di centrodestra formata da Vienotiba, Zatlera Reformu Partjia (dell’ex presidente lettone Zatlers) e dai nazionalisti di Nacionālā apvienība (Associazione Nazionale), e in Parlamento può contare su 56 voti dei 100 disponibili. Il partito russofono di Saskaņas centrs (Centro dell’Armonia) ha vinto le elezioni per la prima volta dall’indipendenza della Lettonia ma resta all’opposizione, isolato dalle altre forze politiche. Saskaņas centrs, che ha stretti legami con il partito Russia Unita del premier russo Vladimir Putin, ha organizzato una manifestazione la settimana scorsa all’apertura dei lavori parlamentari della nuova Saeima – il parlamento lettone – per protestare contro l’esclusione dalla coalizione di governo. All’opposizione ci sono anche i deputati di ZZS, il partito dei verdi e agricoltori dell’oligarca e potente sindaco di Ventspils, Aivars Lembergs.
Il presidente lettone Andris Bērziņš avrebbe preferito una coalizione più ampia, così da assicurare un governo più stabile e solido per i pressanti compiti di risanamento e di rispetto dei patti coi creditori internazionali che attendono la Lettonia, impegnata a centrare i criteri di Maastricht e l’ingresso nell’euro nel 2014. Ma l’allargamento della coalizione ai filorussi di Saskaņas centrs è impossibile, sia per la distanza nelle questioni nazionali e linguistiche (il 30 per cento del paese è russofono), sia per le posizioni in materia economica (i russofili di SC sono piuttosto tiepidi sulle misure economiche che assicurino il rispetto dei criteri di Mastricht e l’ingresso nell’euro).
Il nuovo governo di Dombrovskis è molto rinnovato rispetto al precedente. Dieci uomini e quattro donne in tutto. Le uniche due conferme del precedente esecutivo sono il ministro delle finanze Andris Vilks, che con Dombrovskis è stato il vero protagonista del risanamento e della crescita economica del paese nell’ultimo anno e il ministro della difesa Artis Pabriks, entrambi di Vienotiba. Il nuovo ministro dell’Economia è un ex dirigente di Swedbank, Daniels Pavļuts (ZRP), mentre agli Esteri va l’ex capo cancelleria del presidente Zatlers, Edgars Rinkēvičs. Il partito di Zatlers si aggiudica anche i ministeri degli interni e dell’istruzione. I nazionalisti di destra hanno ottenuto due ministeri, quello della Giustizia e quello della Cultura, che sarà ricoperto dall’ex presidente della camera di commercio lettone, Žaneta Jaunzeme-Grende.
In Lettonia vince il partito filo-russo È la prima volta dall' indipendenza
RIGA - Il partito dell' opposizione filo-russa era in testa ieri sera con il 28,7 % dei voti nelle elezioni legislative anticipate in Lettonia. È la prima volta dall' indipendenza del 1991. Nel Parlamento uscente il Centro dell' Armonia aveva 29 seggi su 100. Tutti gli analisti politici, però, escludono che i filo-russi possano entrare a far parte di una coalizione di governo in un momento cruciale per il Paese che è appena emerso da una profonda recessione e che aspira a entrare nella cerchia dell' Eurozona entro due anni. Il Centro dell' Armonia, che è di centrosinistra, ha impostato la sua campagna elettorale chiedendo un aumento della spesa sociale dopo anni di austerità e ritardando l' entrata dell' euro. Le altre formazioni politiche non vedono di buon occhio l' accordo formale che lega questo partito alla Russia unita del presidente russo Vladimir Putin. Al potere dal marzo 2009, il governo di centrodestra del giovane premier Valdis Dombrovskis era stato riconfermato dalla maggioranza degli elettori nelle ultime consultazioni, nell' ottobre del 2010, nonostante le severe misure antideficit imposte per far ripartire l' economia. Per sostenere gli sforzi di Riga, il Fondo monetario internazionale lo scorso maggio ha sbloccato una tranche di 121,3 milioni nell' ambito del prestito di 1,7 miliardi di euro, accordato alla Lettonia nel dicembre del 2008. Nel 2009 il Paese ha visto crollare il proprio Pil del 18%.




