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DAGLI ALBORI
AI GIORNI NOSTRI
La prima presenza umana nel territorio dell'attuale
Lettonia risale al 9000 a.C., anche se i predecessori
dei Lett04.02.2009 fecero la loro apparizione intorno al 2000 a.C.
Le tribù della regione ebbero i primi scambi
commerciali con i germani e l'impero romano, estendendoli
in seguito verso i Vichinghi e i Russi. Nel XII
secolo i popoli ugro-finnici e balti erano divisi
in diversi gruppi tribali, che praticavano religioni
primitive. La loro conversione, avviata dai missionari,
fu conclusa con la forza, nel 1290, dai cavalieri
della Spada (in seguito chiamati cavalieri teutonici).
Dal XIII secolo al XX secolo la Lettonia venne
continuamente controllata da dominatori stranieri.
Alla fine del XII secolo, infatti, i commercianti
Germani arrivarono nel territorio e iniziarono
a convertire i Balti pagani e i popoli ugro-finnici
alla fede Cristiana. I Balti si opposero a questa
conversione, e le notizie della loro ribellione
spinsero il Papa a inviare i Crociati in Lettonia
per controllare la situazione.
I Germani fondarono Riga nel 1201 e, gradualmente,
divenne la più grande e bella città
nella parte meridionale del Mar Baltico.
Nel 1200, una confederazione delle tribù
feudali sviluppatasi sotto il governo dei Germani
fu chiamata Livonia. La Livonia comprende le attuali
Lettonia e Estonia. Da allora, Riga divenne un
importante punto commerciale, in naturale contatto
con l'Europa occidentale.
Il XVI secolo fu un periodo di grandi cambiamenti
per gli abitanti della Lettonia, soprattutto per
la riforma e il successivo collasso della Livonia.
Dopo quella che viene chiamata "La guerra
di Livonia" (1558-1583), il territorio passo
sotto la dominazione polacco-lituana.
In molte zone fu accettata la fede Luterana, ma
la fede Cristiana è rimasta nella regione
di Latgale fino ai giorni d'oggi.
Nel 1592 la Svezia protestante e la Lituania e
la Polonia cattoliche cominciarono una guerra
che ebbe come campo di battaglia le terre del
Baltico. Gran parte della Lettonia orientale,
Riga compresa, cadde nelle mani degli Svedesi.
I re svedesi del XVII secolo liberarono i contadini
dallo stato di servi della gleba e introdussero
l'istruzione per tutti. La liberazione dalla servitù
fece rinascere idee nazionaliste nei Lettoni,
che poterono diventare commercianti, intraprendere
diverse professioni e far parte di circoli intellettuali.
Lentamente la Lettonia emerse come entità
politica indipendente.
All'inizio del XVIII secolo, il territorio della
Lettonia iniziò ad essere collegato con
l'Impero di Russia, quando nel 1710 lo zar russo
Pietro I si assicurò dapprima Vidzeme,
e poi Riga, ottenendo un importante passaggio
verso l'Europa occidentale. Alla fine del XVIII
secolo tutto il territorio della Lettonia era
sotto la dominazione della Russia.
Grazie a una rapida crescita dell'industria e
una notevole crescita del numero dei suoi abitanti,
la Lettonia divenne presto la provincia più
sviluppata della Russia. All'inizio del XIX secolo
nacque un forte sentimento legato alla nascita
di una Nazione lettone, concretizzato attraverso
la stampa dei primi quotidiani in lingua lettone
e da un forte sviluppo culturale.
L'idea di una Lettonia indipendente divenne realtà
all'inizio del '900. Il territorio della Lettonia
fu coinvolto nella prima guerra mondiale e, grazie
al contatto con gli altri Stati occidentali, si
alzò forte il grido per l'indipendenza
della Lettonia.
Durante la prima guerra mondiale, la Lettonia
venne occupata dalla Germania. Il 18 novembre
1918, appena sette giorni dopo la resa della Germania
agli Alleati, i contadini, la classe media e i
gruppi socialisti dichiararono l'indipendenza
e Karlis Ulamnis (il leader del Partito degli
Agricoltori) formò il governo. Le lotte
tra nazionalisti, bolscevichi e Tedeschi del Baltico
continuarono fino al 1920, quando la Russia sovietica
firmò un trattato di pace con la repubblica
parlamentare della Lettonia. La Comunità
Internazionale riconobbe l'indipendenza della
Lettonia il 26 gennaio 1921. Nello stesso anno
la Lettonia divenne un membro della Società
delle Nazioni e prese parte alle attività
delle nazioni democratiche.
Qualche mese dopo, contro la volontà della
nazione lettone, La Lettonia divenne parte dell'Unione
Sovietica. Dal 13 e 14 giugno 1941, migliaia di
lettoni furono deportati in Siberia durante la
notte. 35.000 persone soffrirono la repressione
nel primo anno dell'occupazione sovietica.
Con l'inizio della seconda guerra mondiale la
Germania invase l'URSS e occupò la Lettonia
nel 1941. In questo perioso, il 90% della popolazione
ebraica presente nel territorio lettone fu assassinata
nei campi di concentramento nazisti.
La Lettonia si trovò nel mezzo delle truppe
tedesche e sovietiche e nel 1944 una parte del
territorio passò nuovamente sotto l'occupazione
sovietica. I Sovietici instaurarono nuovamente
l'ordine precedente alla guerra, e, sebbene nel
1944 e nel 1945 molti Lettoni emigrarono in Occidente
per scampare alla riconquista dell'Armata Rossa,
complessivamente la seconda guerra mondiale provocò
la morte di 450.000 Lettoni. Durante la dittatura
di Stalin, tra il 1945 e il 1949, 150.000 persone
vennero uccise o deportate.
I primi segni che il severo governo sovietico
della Lettonia si stava ammorbidendo arrivarono
alla fine degli anni '80, quando Mikhail Gorbaciov
cominciò a incoraggiare la glasnost (apertura)
e la perestroika (ristrutturazione). In Lettonia,
i decenni di dura repressione portarono a una
massiccia richiesta di autogoverno.
Nell'agosto del 1989, a cinquant'anni dalla firma
del patto Molotov-Ribbentrop, l'attenzione dell'opinione
pubblica internazionale si concentrò sugli
Stati baltici: Lituani, Lettoni e Estoni si unirono
in una catena umana lunga 600 chilometri da Tallin
a Riga a Vilnius. Questo segno rappresentò
la volontà di indipendenza degli Stati
baltici.
Un passo significativo fu fatto il 4 maggio 1990.
Il Supremo Consiglio Lettone adottò una
dichiarazione di indipendenza che presupponeva
un periodo di tranizione. Il 21 agosto 1991 il
Parlamento votò la fine di questo periodo
di transizione e restituiva l'indipendenza alla
Lettonia. Nel settembre 1991, l'indipendenza della
Lettonia fu riconosciuta dall'URSS.
Subito dopo aver ottenuto l'indipendenza, la Lettonia
divenne membro delle Nazioni Unite e tornò
nel novero delle nazioni democratiche.
Attualmente, lo sviluppo della Lettonia ha garantito
allo Stato l'ingresso nella NATO e, dal 2004,
la Lettonia diventerà Stato membro dell'Unione
Europea.
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